| ANTROPOGRITTICI |
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| Ogni uomo attraverso le sue azioni tenta,
più o meno consapevolmente, di esprimere se stesso con metodi e
mezzi differenti, la volontà di rappresentazione è di fatto
una costante umana, quasi sempre finalizzata ad esteriorizzare i propri
bisogni individuali; questa volontà può esprimersi sia in
forma semplice, ad es. con il comportamento, sia sotto forma mascherata
o simbolica, ad esempio con le arti. Da quando l'uomo ha imparato ad usare la ragione, il logos, le creazioni simboliche utilizzate hanno iniziato ad essere oggetto di interpretazioni, sono aumentate di numero ed hanno subito indefinite metamorfosi proporzionalmente alla cresciuta capacità creativa. Arrivati all'estremo processo di individualizzazione umana, allontanati dall'educazione tradizionale e quindi disorientati nell'ispida foresta della vita moderna, gli uomini della società industrializzata, così prigionieri dentro il labirinto del consumismo, appaiono spesso disorientati davanti ad un'opera d'arte, la quale, esprimendo unicamente un processo individuale, può risultare di difficile lettura e interpretazione, se poi l'opera deve emergere unicamente per le sue intrinseche qualità estetiche rischia di ridursi ad un ludico mezzo di stimolo sensoriale ed emotivo. A seguito di questa considerazione, ho inteso indirizzare la mia ricerca
pittorica verso un parziale recupero dei valori artistici tradizionali. L'intento che mi sono proposto è quello di conciliare l'aspetto
simbolico con quello estetico, sacralizzando il gesto pittorico in un
rituale di alchemica memoria. L'arte è una via, in quanto come disse E. H. Gombrich "Non
esiste in realtà una cosa chiamata arte. Esistono solo gli artisti..."
ed è seguendo questa via anarchica, liberatoria, e priva delle
solite preoccupazioni di ordine commerciale, che utilizzo il mezzo pittorico
come strumento di una ricerca interiore: è un "conosci te
stesso" che sfrutta lo specchio delle immagini simboliche. Per concludere, mi auguro che ogni singolo lavoro possa essere osservato e giudicato come fosse una sola pagina di un libro sempre incompiuto e che ciascuno, esplorando il suo mondo interiore, trovi in queste immagini un suo significato e un possibile riscontro nei valori archetipici dell'umanità, coś da riuscire a ridare senso al sacro nel capitolo dell'arte. Andrea Saltarelli
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